Classici Italiani
Razionalità ed irrazionalità del comportamento umano - 1916

Data 01/12/2020       Categoria Classici Italiani
Autore Admin

Razionalità ed irrazionalità del comportamento umano - 1916

PARETO, Vilfredo (1848-1923). Trattato di sociologia generale . Firenze, G. Barbera, 1916.

 

PRIMA EDIZIONE di questo monumentale studio mirato alla conoscenza delle azioni umani e delle forme sociali.

Al suo apparire il libro ebbe scarsa eco in Italia. Maggiore risonanza ottenne invece la traduzione francese, stampata l’anno successivo.

Pareto distingue fra azioni logiche ed azioni non-logiche. Queste ultime, che non sono necessariamente illogiche, rivestono un ruolo capitale nella vita degli individui, perché, pur dimostrandosi sperimentalmente false, possono essere talvolta socialmente molto utili e gravide di conseguenze.

I fenomeni umani sono infatti in gran parte dei fenomeni composti, in cui la componente istintiva e sentimentale, suddivisa da Pareto in sei classi, si combina con la componente logica della mente umana. Quest’ultima, da lui raggruppata in quattro categorie, ha quindi il compito di fornire una aspetto razionale alle azioni non-logiche compiute dagli individui.

Sulla base di questo complesso schema, nel quale i procedimenti di razionalizzazione degli istinti vengono chiamati “derivazioni” e gli istinti “residui”, l’autore tenta di analizzare l’ordinamento sociale, cercando nella storia fatti esemplificativi delle sue teorie. Il contributo più originale dell’opera sta forse nell’analisi del concetto di “ideologia”, intesa come “derivazione”.

Vilfredo Pareto nacque a Parigi nel 1848 da un esule mazziniano di origine genovese. Compì in Francia i primi studi, quindi si laureò in ingegneria a Torino nel 1869. Negli anni seguenti lavorò nel mondo dell’industria e collaborò a varie riviste di economia, distinguendosi per la sua vena intransigente e polemica. Influenzato dagli scritti di M. Pantaleoni e L. Walras, si avvicinò all’indagine teorica dell’economia. Nel 1893 successe a quest’ultimo nella cattedra di economia politica di Losanna. Nel 1896 pubblicò il Cours d’économie politique, opera di capitale importanza nella storia del pensiero economico.

Abbandonata l’attività accademica nel 1906, Pareto rimase in Svizzera, conducendo una vita appartata nella sua villa di Céligny, vicino Ginevra. Negli ultimi anni si dedicò al perfezionamento del suo pensiero economico e alla stesura del trattato di sociologia, continuando ad esercitare la sua influenza liberista ed antiproibizionista sulla vita economica e politica del tempo.

Insieme a Johann Heinrich von Thünen, Hermann Heinrich Gossen, Carl Menger, William Jevons, Léon Walras, Maffeo Pantaleoni e Antonio de Viti de Marco, Pareto fu uno dei maggiori rappresentanti della così detta scuola marginalista, che poneva la matematica e la statistica alla base dell’indagine dei fenomeni economici.

 

Descrizione fisica. Due volumi in 8vo di pp. LXXVII, 757 + pp. 887. Con tabelle e schemi nel testo.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010






Torna indietro
TOP