Classici Italiani
Il maggior scenografo del suo tempo - 1711

Data 01/12/2020       Categoria Classici Italiani
Autore Admin

Il maggior scenografo del suo tempo - 1711

GALLI BIBIENA, Ferdinando (1657-1743). L’Architettura civile preparata su la geometria, e ridotta alle prospettive. Parma, Paolo Monti, 1711.

 

PRIMA EDIZIONE di questo fondamentale trattato di architettura, che ebbe grande influenza soprattutto nelle parti riguardanti la prospettiva e la scenografia, materie in cui l’autore era all’epoca un’autorità indiscussa.

L’opera fu composta con un approccio eminentemente pratico, per «servire anche alli muratori e falegnami». Essa reintrodusse a livello scenico la “veduta per angolo”, ossia una veduta in cui il punto di concorso delle linee prospettiche cade fuori dal palcoscenico e quindi una parte di essa non è visibile dallo spettatore.

Ferdinando Galli Bibiena fu il principale esponente di una celebre famiglia di architetti, scenografi e decoratori bolognesi. Allievo di G. Viani e G. Troili, lavorò principalmente come scenografo, ma svolse importanti incarichi anche come pittore ed architetto in varie città europee. In particolare fu attivo presso la corte dei Farnese a Parma, dove nel 1688 inaugurò il nuovo teatro ducale; a Barcellona, dove sovrintese agli spettacoli e alle feste per le nozze di Carlo III d’Asburgo (1708); e a Vienna, dove ideò apparati scenici e festivi per conto di Carlo VI.

A questa attività affiancò quella di docente presso l’Accademia Clementina di Bologna, di cui nel 1741 fu eletto principe. Ad uso ed utilità dei suoi studenti nel 1725 fece stampare a Bologna una versione compendiata del suo trattato di architettura, intitolata Direzione a’ giovani studenti nel disegno dell’architettura civile. Morì a Bologna nel 1743.

 

Descrizione fisica. Un volume in folio grande di pp. (20, compreso il ritratto inciso dell’autore), 156, (2). Con (72) tavole calligrafiche fuori testo. Sul titolo di alcuni esemplari, oltre alle note tipografiche sopra riportate, compare l’indicazione «In Bologna Appresso L’Autore» oppure «In Bologna Appresso I Longhi». In queste tirature più tarde le tavole sono erroneamente numerate 1-70.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010






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