Classici Italiani
La prima intuizione della trasmissione per contagio delle malattie infettive - 1546

Data 01/12/2020       Categoria Classici Italiani
Autore Admin

La prima intuizione della trasmissione per contagio delle malattie infettive - 1546

FRACASTORO, Girolamo (ca. 1478-1553). De sympathia et antipathia rerum liber unus. De contagione et contagiosis morbis et curatione libri III. Venezia, (eredi di Lucantonio Giunta), (aprile) 1546.

 

PRIMA EDIZIONE. Il volume comprende due opere.

 La prima tratta della simpatia ed antipatia (attrazione e repulsione) delle cose da un punto di vista fisico. Benché la sympatia sia per Fracastoro una species spirtualis, ossia un principio di origine spirituale, essa deve essere portata al livello della natura, perché questa possa essere studiata sulla base di principi ad essa immanenti. Il De sympathia segna un significativo passo in avanti verso una teoria corpuscolare della materia.

Nel De contagione, fondamentale studio di epidemiologia, Fracastoro espone per la prima volta la teoria della diffusione delle malattie per contagio da germi ( seminaria contagiorum). Egli descrive numerose malattie contagiose ed elenca tre possibili modi di contagio: per contatto cutaneo (come nella scabbia e nella lebbra), per trasmissione indiretta attraverso i vestiti e per trasmissione a distanza senza contatto diretto (come nella peste e nel vaiolo). In quest’ultimo caso egli ritiene che il contagio si verifichi attraverso minuscole particelle, composte di vari elementi, che si diffondono scegliendo gli umori ad esse più affini.

I seminaria si originano spontaneamente nella putrefazione dei corpi, hanno una propria vita e si muovono liberamente, propagandosi anche a grandi distanze. Per queste ed altre definizioni Fracastoro pare aver intuito, ben prima dell’invenzione dei microscopi, l’esistenza dei microbi.

La presente edizione contiene numerosi refusi ed errori grammaticali dell’autore, che furono in parte corretti da Paolo Ramusio, curatore della prima edizione dell’ Opera omnia di Fracastoro (Venezia, Giunta, 1555). Nel rieditare il testo egli si prese tuttavia la libertà di interpolarlo nel tentativo di migliorarne lo stile.

Originario di Verona, Girolamo Fracastoro studiò filosofia, matematica, astronomia e medicina a Padova, dove fu allievo di Pietro Pomponazzi, Nicolò Leonico Tomeo e Girolamo della Torre. Nella città patavina strinse amicizia con Andrea Navagero, Giovanni Battista Ramusio, Pietro Bembo e i futuri cardinali Ercole Gonzaga e Gaspare Contarini. Laureatosi nel 1502, divenne insegnante di logica e conciliarius anatomicus. In quegl’anni ebbe uno screzio con Nicolò Copernico, che si trovava a Padova per lo studio della medicina.

Nel 1508 seguì Bartolomeo d’Alviano in Friuli, ma dopo la cattura di quest’ultimo in seguito alla sconfitta di Agnadello (1509), Fracastoro fece ritorno a Verona, dove si dedicò alla medicina pratica e partecipò alle attività del locale collegio dei fisici. Dal 1511 egli divise la sua residenza fra Verona e la sua villa di Incaffi sul Monte Baldo, dove riceveva amici e letterati per incontri scientifici e filosofici. Nel 1530 pubblicò il poema scientifico Syphillis sive morbus Gallicus, che ebbe un notevole successo, e nel 1538 il trattato astronomico Homocentrica sive de stellis. Grazie alla grande fama ormai acquisita, nel 1545 Fracastoro fu nominato da Paolo III medico condotto e stipendiato del Concilio di Trento e canonico di Verona. Morì ad Incaffi il 6 agosto del 1553.

 

Descrizione fisica. Un volume in 4to di cc. (4), 76, (3), 1 bianca. Marca tipografica sul titolo ed in fine. Inoltre con una figura in legno nel testo.

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010

F. Govi, I classici che hanno fatto l'Italia, Milano, Regnani, 2010






Torna indietro
TOP